Giovanni Maria Buzzatti "ASCOLTO E RELAZIONE, LE CHIAVI PER APRIRE LA PORTA"

Training Emozionale Creativo inizio ad ottobre 2014

Training Emozionale Creativo  inizio ad ottobre  2014 - Giovanni Maria Buzzatti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Training Emozionale Creativo  T.E.C.  da ottobre 2014, seminari intensivi e laboratorio permanente.

 

 

 

 

Il TRAINING EMOZIONALE CREATIVO (T.E.C.)

 

E' un mezzo efficace per la costruzione di un personale approccio alla performance. Tecnicamente andremmo a riproporre quelli che sono i tratti fondamentali delle principali scuole di pensiero sul training e sul lavoro di ricerca dell’attore: Stanislasvskij, Cechov, Grotowski, Majerchold, Costa, Meisner nell’unico tratto comune che avvicina questi metodi : l’individuazione e la nascita dell’azione “pura” e quindi necessaria, il raccontare attraverso ciò che accade e non attraverso la “rappresentazione dell’accadimento”, rendendo il pubblico compartecipe nell’azione scenica, e non soggetto passivo a cui ILLUSTRARE l’azione. Il racconto diventa così il risultato dell’azione scenica, lasciando spazio alla libera interpretazione data dalle singole sensibilità. Il percorso di lavoro comincerà con la creazione dello “SPAZIO NEUTRO”, un luogo di lavoro dove tutto è possibile, dove non esiste la paura del giudizio e dell’auto giudizio, un luogo dove la fantasia e l’immaginifico degli attori avrà modo di
liberarsi, di confrontarsi, di crescere! Ciò può avvenire anche attraverso il gruppo di ascolto collettivo che, guidato dal trainer, svilupperà una capacità di analisi sempre più oggettiva e lucida su ciò che accade di volta in volta nelle scene o nelle improvvisazioni. Un gruppo lavora e l’altro osserva, ci si confronta su ciò che si è visto e si invertono i ruoli.

IL PERCORSO D’AZIONE ATTRAVERSO LA MUSICA.

 

Il T.E.C. (training emozionale creativo), si basa sul “riscaldamento” fisico/emotivo attraverso la musica. La musica è infatti un potente mezzo di distacco dal pensiero speculativo, inteso come forma di auto osservazione e auto giudizio. La valutazione nell’immediato di cosa sia giusto o non giusto fare è quanto di più sbagliato che un attore possa fare mentre recita, risulterà infatti sempre in ritardo rispetto alle sviluppo di un’azione reale, proprio perché impegnato a pensare cosa deve fare, quale gesto o tono della voce usare. Come posso dunque costruire un personaggio che abbia forti necessità e renderlo realistico e divertente per me e per il pubblico che assiste? L’unica via è quella del SENTIRE dal punto vista emotivo, sviluppando una NECESSITA’. Lo sviluppo di azioni guidate (non azioni astratte e dispersive, ma azioni  necessarie!) attraverso la musica permette la liberazione del patrimonio emotivo personale e un contatto “terapeutico” con le proprie possibilità espressive saggiandone i limiti e aprendo una via importante per superarli, quello che io chiamo il percorso di AUTOCOSCIENZA. Attraverso questo percorso ogni allievo ha la possibilità di decidere QUANTO e fino a che punto VUOLE mettersi in gioco. Il lavoro del trainer è utile ad indicare il percorso individuale di crescita differente per ogni soggetto, preparando così il corpo e la voce degli attori, al lavoro successivo che sarà di carattere più tecnico analitico.


 

PROGRAMMA DI LAVORO sulla RELAZIONE e sul PERSONAGGIO suddiviso in 9 TAPPE  (Step) :

Step 1)  Antefatto (da dove viene il mio personaggio quali sono i suoi trascorsi di vita).
Step 2)  Super obiettivo del personaggio (obiettivo complessivo) nell'arco di tutto il
testo/sceneggiatura.
Step 3)  Obiettivo del personaggio nella scena.
Step 4)  Imprevisti, e ostacoli reali del personaggio ed ostacoli del'attore (fisici e psicologici).
Step 5)  Immaginazione, oggetti interiori dell'attore e del personaggio.
Step 6)  Relazione: gestione del rapporto scenico con il compagno attraverso la "sostituzione”.
Step 7)  Creazione del luogo scenico, atmosfere e quarta parete.
Step 8)  Attività di scena: utilizzo di azioni reali ed organiche durante lo svolgimento della
nostra scena.
Step 9)  Reazioni interiori, il pensiero del personaggio durante le azioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OTTOBRE 2013 (seminario concluso)

 

 

 

 

 

 

Progetto P.A.D.A.

 

(Palestra Azione Dell’Attore) Coach Trainer:

 

 

Giovanni Maria Buzzatti.

 

 

 

 

 

Il laboratorio teatrale permanente nella sede Bobur Teatro di Via Amiterno 18 (metro S.Giovanni) Roma.

TUTTI I LUNEDI IN ORARIO SERALE, A PARTIRE DA META' OTTOBRE 2013. Presso spazio Bobur, via Amiterno 18 (metro S.Lorenzo) Roma.

 

 

Rivolto ad attori con almeno due anni di esperienza d’apprendimento presso strutture pedagogiche qualificate, il Coach Trainer si riserva la scelta dei partecipanti previa audizione.

 

Questo progetto nasce dalla necessità di sperimentare ed allenare le possibilità fisico-emotive dell'attore, nel momento in cui diventa creativo. Un training secondo i moderni principi della creazione attoriale contemporanea, teatrale e cinematografica. Ed è teso al raggiungimento dei tre livelli fondamentali di relazione:

1) con se stessi.

2) con il partner.

3) con il pubblico.

L’equilibrio armonico di questi livelli crea quella che si può definire l’arte della recitazione. Così come definito da Peter Brook, questo risultato si può raggiungere esclusivamente attraverso il giusto training o palestra dell’attore, dove la ricerca personale è tesa principalmente all’armonizzazione di TESTA, EMOZIONE e CORPO. Il lato mentale, emozionale e fisico vanno sapientemente gestiti, misurati, miscelati a seconda dell’esigenza del nostro personaggio. Nelle buone sceneggiature e testi teatrali ci sono precise indicazioni, una sorta di carta geografica che l’attore può seguire per percorrere un viaggio dentro il personaggio, parlo di “viaggio” e non di recitazione in quanto la recitazione sarà una conseguenza del viaggio ma non lo scopo primario. A questo proposito la Palestra Azione Dell’Attore servirà principalmente ad individuare e distinguere le azioni MENTALI quindi RECITATE, dalle azioni REALI quindi CREATE! Creare un’azione attraverso una relazione equivale a giocare, ed è paragonabile al divertimento creativo del gioco (quando il gioco è creativo-attivo e non passivo) Il gioco consiste nel focalizzare l’OBIETTIVO del mio personaggio, attraverso il riconoscimento di vari punti di CONCENTRAZIONE, l’interazione dei personaggi che agiscono perseguendo il proprio obiettivo, crea naturalmente il CONFLITTO e quindi l’azione. Non a caso recitare in inglese si dice Play! Premesso che, per essere attori non basta recitare a memoria un testo in modo “organico”; se sviluppo lo schema di un’azione MENTALE, significa che sto dando corso ad una ripetizione, cerco di ripetere lo schema di relazione che ho pensato nella mia testa, con azioni e reazioni prestabilite. In questo caso ho due possibilità per comunicare con il mio compagno di scena o con il pubblico: 1) riproduco un Clichè, uno stereotipo ben riconoscibile, in modo che il mio compagno/pubblico possa riconoscerlo e rispondere lui stesso con il suo Clichè … 2) Devo sperare che il mio compagno sia TELEPATICO e possa leggere nella mia mente per attenersi esattamente allo schema d’azione che io ho pensato. Ipotesi poco interessante la prima e troppo fantascientifica la seconda. Resta quindi solo un metodo: L’Ascolto del qui ed ora. Tecnicamente andremo a riproporre quegli esercizi delle principali scuole di pensiero : Stanislasvskij, Artaud, Grotowski, Majerchold, Strasberg, Peter Brook. Nell’unico tratto comune che avvicina questi metodi : l’individuazione e la nascita dell’azione pura e quindi necessaria, il raccontare attraverso ciò che accade e non attraverso la “rappresentazione” dell’accadimento. Rendendo il pubblico compartecipe nell’azione scenica, e non soggetto passivo a cui raccontare l’azione. Il training si svolgerà in forma di gruppo ed individuale, per la preparazione di audizioni e provini.

Il progetto PADA si svilupperà nel seguente modo:

 

1) Un incontro settimanale di 3 ore, per un periodo di 5 mesi.

 

2) Formula d’accesso con sottoscrizione dei primi 4 incontri per un totale di 12 ore e circa un mese di lavoro al costo di 60 € .

 

3) Dopo il primo mese si potrà procedere ad un ulteriore sottoscrizione per un altro mese oppure praticare la formula ad accesso LIBERO previo avviso il giorno prima al costo di 15 € ad ogni incontro. Il Coach Trainer preparerà il training in base al numero dei partecipanti e alle richieste specifiche.

 

4) Dopo il secondo mese a seconda delle richieste sarà possibile creare UNO SPETTACOLO con andata in scena in forma di DUE REPLICHE presso un teatro del territorio romano posto in zona centrale, con nessun costo aggiuntivo oltre ai precedenti elencati.

 

L’accesso al PADA è a numero chiuso, per un massimo di 10 partecipanti e ad insindacabile giudizio del Coach Trainer che, se lo riterrà, potrà indirizzare i richiedenti partecipanti a veri e propri corsi per aquisire tecniche di base, presso altre strutture.

 

PARLANO DI NOI...(riferito all'edizione dell'anno scorso)

 

http://mariacuonocommunication.wordpress.com/rassegna-stampa/

 

http://www.teleagenda.it/lazio/roma/?cod=404782351

 

http://www.teatrailer.it/blogs/al-il-progetto-pada-palestra-azione-dellattore

 

http://www.teatro.org/rubriche/interviste/giovanni_maria_buzzatti_tra_artaud_e_brook_35204

 

http://www.teatro.org/rubriche/corsi_seminari_teatro/al_via_il_progetto_p_a_d_a_palestra_azione_dell_attore_35205

 

http://www.giornaleteatro.it/Leggiarticoli2.asp?Vcountid=1370

 

http://www.eventiesagre.it/Eventi_Culturali/21085914_Progetto+P+A+D+A.html

 

http://www.allinfo.it/newspage/66-teatro/1485-tutto-pronto-per-il-progetto-pada--palestra-azione-dellattore (In primo piano )

 

http://www.informazione.it/c/DEC2025F-D82E-4686-9A76-37B3235E3873/Al-via-il-Progetto-P-A-D-A-Palestra-Azione-dell-Attore

 

http://social.mypresslab.com/eventi/active/al-via-il-progetto-p-a-d-a-%E2%80%93-palestra-azione-dell%E2%80%99attore-2/

 

http://www.corriereinformazione.it/index.php?option=com_content&view=article&id=22989

 

http://www.ultimissimominuto.com/eventi/lazio/roma/30065/

 

 

 

INFO PRENOTAZIONI SU "NEWS LABORATORI".

 

 

 

 

 

 

 

Il corpo in scena (prossimamente)

 

 

"UN CORPO DA PALCO" (lab. Livello base-avanzato)

 

 

Recitare è liberatorio, creativo. E da un senso di libertà! Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Immaginiamo i maestri di musica, noi sentiamo un flauto, un violino, un pianoforte suonato da loro e diciamo : “che musica meravigliosa, come sono bravi!” . Uno strumento musicale se ben suonato, può essere fortemente evocativo, fino a provocare emozioni profonde: gioia, lacrime … Basta vedere le reazioni del pubblico durante i concerti del cantante o musicista preferito. Per quanto riguarda l’attore è esattamente lo stesso! In quanto utilizza come “strumento” di comunicazione il proprio corpo e la propria voce. Quanto più questo strumento si conosce e tanto più si potrà utilizzarlo in modo diverso per “suonare” tutte le “note” che esistono nel nostro mondo interiore e che aspettano solo di essere liberate!
Quanto si può divertire e sentirsi libero un musicista se in una gamma di sette note, ne sa suonare solo due? Lo stesso vale per l’attore. Ma l’attore può fare quello che al musicista non è concesso può mentire! Simulare, contraffare la realtà e raccontarla modificandone i tratti a proprio piacimento, utilizzando la propria abilità istrionica per attirare l’attenzione del pubblico. Fino a qui tutto bene, quando ci riesce! Ma molto spesso questa capacità non è comune a tutti coloro che si accostano al mestiere, o meglio molti ci si accostano essendo convinti di possederla e subendo poi la delusione dell’incontro con la realtà. Ci sono infatti due modalità di attuazione del mestiere d’attore: 1) Il modo mentale ed istintivo: decido di raccontare una mia idea di storia, lasciandomi andare istintivamente e casualmente alle sensazioni , emozioni che mi nascono li per li giuste o sbagliate che siano. 2) il modo DELL’AZIONE REALE. Mi diverto a vivere ciò che accade come fosse reale, utilizzando il mio corpo e la mia voce per raccontare il mio mondo interiore abbandonandomi completamente ad esso. In poche parole realizzo un atto creativo unico ed irripetibile perché io come essere umano sono unico ed irripetibile.
Questa seconda fase è quella che interessa questo laboratorio.
Che sarà articolato cronologicamente secondo i paragrafi che seguono:
A) LA CONSAPEVOLEZZA .
Acquisizione dell’immagine che trasmettiamo, non sempre il “noi stessi” che pensiamo di rappresentare coincide con l’immagine che il mondo percepisce di noi. Ogni gruppo sociale che frequentiamo, amici, parenti, colleghi, sconosciuti, possono crearsi un’immagine di noi legata all’affettività che dipende sempre solo dalle nostre modalità di relazione con quel gruppo sociale, come gestiamo la voce il corpo e la gestualità. Essere consapevoli dell’immagine che di noi stessi diamo al mondo a seconda del nostro stato emotivo è la base per imparare a modificarla secondo le esigenze del personaggio che andremo ad interpretare.
B) LE POSSIBILITA’ DEL CORPO E DELLA VOCE.
Esplorazione delle nostre possibilità fisico-vocali attraverso improvvisazioni sul mondo animale, ed improvvisazioni in relazione alla vita quotidiana con la tecnica del : VIVO ORA E TUTTO CIO’ CHE AVVIENE E’ REALE , attraverso l’utilizzo dell’occhio ESTERNO e occhio INTERNO . L’azione, improvvisazione COMICA, TRAGICOMICA, SURREALE E DRAMMATICA, sarà il campo di esplorazione ed utilizzo dello SGUARDO INTERNO-ESTERNO.
C) LA RELAZIONE (primi elementi).
Cosa significa stare in relazione con un compagno attore o con ciò che succede in scena? Molti potrebbero dire: è scritto sul copione, sul testo che vogliamo rappresentare. Basta fare quello che c’è scritto! E’ in parte vero, ma ciò che renderà più o meno interessante il mio lavoro scenico sarà la MODALITA’, il come andrò a rappresentare il mio lavoro. Se userò una modalità statica, senza colori, con poche tonalità (le note per il musicista) il lavoro sarà noioso, scontato, prevedibile non interessante. L’interesse deriva dalla presenza della RELAZIONE. Una relazione scenica è sempre dinamica, in divenire e in continua trasformazione (come dovrebbe essere nella vita!). Immaginiamo per esempio una coppia di innamorati che prima si baciano e poi improvvisamente litigano a morte urlando l’uno contro l’altro. Cosa renderà l’azione credibile? I momenti di passaggio, da uno stato emotivo all’altro, se saranno in RELAZIONE saranno credibili! La relazione si costruisce attraverso L’ASCOLTO.

 

D) L’AZIONE MENTALE COSTRUITA E LA COSTRUZIONE DELL’AZIONE REALE . Primi elementi sulle tecniche di ASCOLTO.
Come si è descritto sopra, l’azione scenica teatrale esiste in due modalità: 1) Il racconto, citazione, imitazione di qualcosa che si è visto ed esiste in quella specifica modalità espressiva, che noi andremo raccontare di nuovo, utilizzando quella stessa modalità (RE-CITARE) è l’esempio degli attori che si dicono tali perché copiano nelle movenze di attori ben più conosciuti e famosi. 2) E L’ATTUAZIONE TEATRALE, realizzazione personale di una necessità espressiva dettata da un bisogno intimo, personale ed originale. O anche la rielaborazione di una realtà di cui ho colto i tratti fondamentali e che vado a restituire secondo la mia sensibilità artistica. Questa seconda modalità ha a che fare con la creatività che per essere prolifica ha bisogno di essere allenata con un training specifico che si basa sull’ASCOLTO. Quanti livelli di ascolto esistono? Che livello di attenzione diamo ai rumori che ci circondano? Come il suono agisce fuori e dentro il nostro corpo? Come possiamo modificare il suono della nostra voce perché sia strumento di comunicazione della nostra emotività? Come posso fare del mio corpo uno strumento di comunicazione emotiva? Sono in grado di ascoltare il mio corpo? E quello degli altri? Queste e molte altre domande troveranno risposta in esercizi ed improvvisazioni estratti e rielaborati da diverse scuole di pensiero pedagogico teatrale : Stanislasvskij, Artaud, Grotowski, Majerchold ed Orazio Costa.
IL TESTO.
Analisi ed individuazione delle azioni di relazione SEMPLICE e delle azioni FONDAMENTALI di sviluppo e crescita della RELAZIONE tra i personaggi, utilizzando le tecniche acquisite ai paragrafi A,B,C,D. Analisi del SOTTOTESTO e creazione dell’OBIETTIVO del personaggio. L’obiettivo è il motore che muove i nostri personaggi, che crea la necessità di agire. Un’azione dettata da una necessità finta, non sarai mai un’azione autentica e quindi per il pubblico non sarà mai credibile, facendo risultare l’attore stesso fasullo e poco interessante!
Giovanni Maria Buzzatti

 

 

 

 

Agenzia: Fabio Iellini Caremoli Rappresentanza Artistica

“ L’AZIONE SCENICA TEATRALE E LA RECITAZIONE CINEMATOGRAFICA ”

“ L’AZIONE SCENICA TEATRALE E LA RECITAZIONE CINEMATOGRAFICA ” - Giovanni Maria Buzzatti

Laboratorio teatrale e cinematografico sull’azione scenica condotto da Giovanni Maria Buzzatti .


Come posso mettere la mia sensibilità e il mio mondo interiore a servizio del lavoro scenico ?
E quale deve essere il percorso d’azione di un interprete contemporaneo, in modo che risulti efficace tanto in teatro quanto su un set cinematografico ?

Parlando della RECITAZIONE o ATTUAZIONE TEATRALE, sorgono una serie di problematiche ed interrogativi.
Consideriamo l’arte della pittura o della scultura, o le arti figurative in genere, ogni qualvolta l’artista si allontana dall’opera facendo un passo indietro ha la possibilità di valutarne il risultato perché il prodotto è lì fermo e fissato davanti a lui. Lo stesso può valere per il musicista in generale, che per quanto sia coinvolto e trasportato dalla musica, il suo orecchio ha la possibilità di mantenere un distacco e un controllo oggettivo.
Le difficoltà della recitazione sono uniche per vari motivi : come strumento l’artista deve utilizzare il materiale interiore che è mutevole, ingannevole e misterioso! Il suo mestiere gli richiede di essere totalmente coinvolto ma ad una certa distanza, distaccato ma senza distacco. Deve essere sincero ma insincero, deve esercitarsi ad essere insincero con sincerità a MENTIRE CON FRANCHEZZA! E’ un’impresa pressoché impossibile, ma è essenziale e la si ignora di continuo. L’esperienza delle scuole di teatro europee, che ho avuto l’occasione e la fortuna di frequentare, pone l’accento su questa tematica.
L’AZIONE SCENICA TEATRALE si pone come una via, un percorso creativo per la costruzione di un personale approccio alla performance . Tecnicamente andremo a riproporre quelli che sono i tratti fondamentali delle principali scuole di pensiero : Stanislasvskij, Artaud, Grotowski, Majerchold, Peter Brook. Nell’unico tratto comune che avvicina questi metodi : l’individuazione e la nascita dell’azione pura e quindi necessaria, il raccontare attraverso ciò che accade e non attraverso la “rappresentazione” dell’accadimento. Rendendo il pubblico compartecipe nell’azione scenica, e non soggetto passivo a cui raccontare l’azione. Il racconto diventa così il risultato dell’azione scenica, lasciando spazio alla libera interpretazione data dalle singole sensibilità. Questo percorso di “genesi” organica delle azioni, renderà sempre più compatibile il lavoro dell’attore con il lavoro che normalmente viene richiesto davanti alla Macchina da Presa cinematografica, annullando l’anacronistica differenza tra attore “teatrale” ed “attore cinematografico” esattamente come avviene negli U.S.A. dove questa differenza non esiste. Il percorso di lavoro comincerà con la creazione dello “SPAZIO NEUTRO” , un luogo di lavoro dove tutto è possibile, dove non esiste la paura del giudizio e dell’auto giudizio, un luogo dove la fantasia e l’immaginifico degli attori avrà modo di liberarsi, di confrontarsi e di crescere!


PROGRAMMA DI LAVORO suddiviso in TAPPE (Step).
Step 1 - IL CORPO E LA VOCE NELLO SPAZIO : esercizi di appropriazione dello spazio tramite corpo e voce sperimentazione del livello di consapevolezza. impostazione della voce partendo da stimoli organici, connessione tra voce e corpo durante il momento performativo. Creazione dello spazio immaginativo e trasposizione dello stesso nello spazio reale, tecnica di gestione dello spazio in relazione alla macchina da presa.
Step 2 - GIUDIZIO E AUTOGIUDIZIO DUE NEMICI DA COMBATTERE: Il training di approccio
all'azione scenica teatrale, l'azione scenica come luogo di libertà espressiva, tramite esercizi di
relazione a coppie e a gruppi, improvvisazioni libere e guidate.
Step 3 - L' AZIONE SCENICA SINGOLA E DI GRUPPO: l'importanza di agire all'interno di uno schema d'azione che sia il più possibile legata alla concretezza di ciò che accade, esercizi di ascolto uditivo, visivo ed energetico. L'utilizzo creativo di tutti i cinque sensi. Differenza tra AZIONE REALE de QUI ed ORA e AZIONE ASTRATTA o PENSATA.
Step 4 - IL TESTO : il lavoro realizzato negli step precedenti viene messo a servizio del testo che si desidera rappresentare. Individuazione, creazione e mantenimento del punto di “concentrazione” o anche detto bisogno, necessità del personaggio.
Step 5 - IL LAVORO DAVANTI ALLA MACCHINA DA PRESA : è il momento di verifica diretto del lavoro svolto negli step precedenti e comunicazione degli elementi base per il movimento davanti alla macchina da presa, macromimica, micromovimenti, coordinazione e controllo attraverso tecniche di rilassamento provenienti dal “METODO” Lee Strasberg (actor studio N.Y.). Un’estrema chiarezza rispetto agli obiettivi del personaggio da rappresentare permetterà di superare lo “stress da ripetizione” che inevitabilmente si abbatte sull’attore dopo un certo numero di ciak.

SHOP and CAMERA

SHOP and CAMERA - Giovanni Maria Buzzatti

La Palestra Azione Dell’Attore (P.A.D.A.) presenta :

“ SHOP and CAMERA”

La “Bottega” dell’Azione Scenica con la macchina da presa.
Laboratorio intensivo di RECITAZIONE CINEMATOGRAFICA, dall’1 al 4 Novembre 2012.

presso HARA Holistic Arts Academy, via dei Salumi 51 (Trastevere) Roma.



















     

        Con: Giorgio Molteni (Regista, http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Molteni )

       Giovanni Maria Buzzatti (Coach Trainer) e Lorena Scintu (assistente)


Colloqui conoscitivi e presentazione del laboratorio mercoledì 17 Ottobre ore 15:30 presso Bobur Teatro Via Amiterno 18 (metro S. Giovanni) Roma.  Si prega confermare la propria partecipazione scrivendo ai contatti  sotto indicati.


Indirizzato a chi ha già una base di conoscenza della recitazione cinematografica o teatrale, e limitato a 14 partecipanti.

ll laboratorio svilupperà una forma unica nel suo genere: quattro giorni di lavoro intensivo dalle 10 del mattino alle 19 della sera (pausa 1 ora).


Al mattino lavoro con il coach trainer e il pomeriggio lavoro con il regista e con l’assistenza del coach e si pone come obiettivo, un percorso creativo nella costruzione di un personale approccio alla performance.


LAVORO DEL MATTINO: Tecnicamente andremo a riproporre quelli che sono i tratti fondamentali delle principali scuole di pensiero : Stanislasvskij, Artaud, Grotowski, Majerchold, Strasberg e Peter Brook. Nell’unico tratto comune che avvicina questi metodi : l’individuazione e la nascita dell’azione pura e quindi necessaria, il raccontare attraverso ciò che accade e non attraverso la “rappresentazione” dell’accadimento. Rendendo il pubblico compartecipe nell’azione scenica, e non soggetto passivo a cui raccontare l’azione. Il lavoro sul testo e il racconto sarà così il risultato dell’azione scenica, lasciando spazio alla libera interpretazione data dalle singole sensibilità. Il percorso di lavoro comincerà con la creazione dello “SPAZIO NEUTRO” , un luogo di lavoro dove tutto è possibile, dove non esiste la paura del giudizio e dell’auto giudizio, un luogo dove la fantasia e l’immaginifico degli attori avrà modo di liberarsi, di confrontarsi e di crescere!

Giovanni Maria Buzzatti

LAVORO DEL POMERIGGIO: il patrimonio di sperimentazione personale acquisito nel mattino, verrà valutato sotto la lente d’ingrandimento della macchina da presa, che per sua natura amplifica i tratti della performance esaltando l’azione che è puramente organica e spontanea, e mortificando i tentativi di emulazione della forma che non nascono da un intimo e personale ascolto. Un laboratorio dell'arte del cinema e del teatro nello spirito della bottega dei mestieri che si imparavano, appunto, a bottega, seguendo e osservando il lavoro di chi aveva esperienza e cose da raccontare, astuzie, aneddoti, riflessioni sulla materia che si stava modellando. In ultimo, a coronare il lavoro svolto, ogni " garzone " può portarsi a casa la testimonianza materiale, filmata, del lavoro svolto durante i giorni trascorsi a bottega. Un lavoro che può essere mostrato, rivisto, ristudiato. I migliori “ciak” infatti verranno selezionati e forniti ad ogni partecipante.

Giorgio Molteni


Il laboratorio ha un costo di € 230. La selezione dei partecipanti avviene su presentazione del c.v.
Per ulteriori info sulle modalità di iscrizione, e per prenotare un’audizione conoscitiva :
www.giovannimariabuzzatti.it ( News Laboratori ) Tel. +39 349 3809062
Mail : gmbuzzatti@msn.com , lorenascintu@gmail.com , hara.academy@gmail.com